The company savage: life in the corporate jungle



❰Epub❯ ➞ The company savage: life in the corporate jungle Author Martin Page – E17streets4all.co.uk 61 L’azienda “tribale”Nel suo noto libro “The Company Savage” ovvero “La Tribù Aziendale” Martin Page descrive analiticamente le affinità fra pratiche tribali osservate in Africa Austr savage: life PDF É L’azienda “tribale”Nel suo noto libro “The Company Savage” ovvero “La The company Kindle - Tribù Aziendale” Martin Page descrive analiticamente le affinità fra pratiche tribali osservate company savage: life ePUB ¹ in Africa Australia ed Asia e pratiche rituali dell’azienda come si configurano company savage: life in the PDF/EPUB or nel mondo occidentale company savage: life in the PDF/EPUB or Conclude affermando che molti riti e molte pratiche che a noi sembrano prerogativa esclusiva dell’agire e della prassi uotidiana dell’azienda sia di ridotte dimensioni sia costituita da una grande Corporation null’altro sono che la riproduzione di prassi rituali che risalirebbero a tempi remoti e sarebbero rimaste pressoché intatte ed osservabili nell’ambito di culture tribali La loro validità non sarebbe peraltro circoscritta a tali culture in uanto gli stessi eventi simbolici sono passati anche se mediati e filtrati dai modelli della civiltà occidentale nell’ambito dell’azienda L’azienda è in fondo una tribù con le proprie leggi implicite ed esplicite coi propri rituali con le proprie gerarchie più o meno rigide più o meno persistenti Vediamo alcuni esempi di riti tribali che si sono venuti costituendo anche come riti aziendaliIl DottAndi divenuto amministratore delegato dell’azienda in cui ha lavorato per venti anni parte improvvisamente per una settimana Nessuno se ne meraviglia o si preoccupa; l’allontanamento temporaneo di un capo o di un dirigente dall’ambiente tribale e aziendale nel secondo subito dopo la promozione ha l’effetto di creare un’illusione parziale di “reincarnazione” ovvero rigenerazione Si tratta uindi di un’assenza rituale il cui valore è uello di comunicare e ratificare l’avvenuto salto di ualità Del resto il nuovo amministratore delegato può anche decidere di non allontanarsi dalla sua casa; l’importante è che non si faccia vedere creando uello spazio di distacco che è assolutamente necessario produrre Al ritorno i suoi collaboratori lo riceveranno nella sua nuova veste nel suo nuovo ruolo Uno stratagemma sudafricano chiamato “colpo mukonga” volto a distruggere un capo che si sia rivelato troppo ambizioso consiste nel promuoverlo e nell’affidargli una uantità di lavoro impossibile da sostenere uesto può accadere anche nell’azienda uando la scelta di un dirigente non sia dettata da un’effettiva stima e fiducia ma risulti piuttosto una sfida di fronte ad una situazione critica o comunue già compromessa La cosiddetta “trappola del raja” espediente che si ritiene inventato da un sovrano indiano consiste nell’incoraggiare e potenziare al massimo la specializzazione tecnica dei collaboratori e subordinati allontanandoli implicitamente da posizioni di eccessivo potere derivante da uella vasta formazione esperienza e matura capacità di giudizio che sono proprie unicamente di una “visione d’insieme” Tale espediente può venire usato anche in azienda naturalmente può essere interpretato anche come un’evoluzione non volontaria e intenzionale dell’andamento stesso dell’azienda Alla richiesta sempre più cospicua di esperti nei vari settori corrisponde la necessità per ogni esperto di aggiornarsi continuamente nel suo settore di non perdere il passo dato il rapido evolversi in particolare nel settore tecnologico Se conoscenza vuol dire approfondimento in un’area specifica del sapere non necessariamente implica e comprende la capacità di passare da un’area ad un’altra per identificarne le tendenze i problemi generali e per captarne i sintomi più rilevanti Il Dott Rossi afferma a proposito del Rag Neri “ Il suo lavoro Neri lo sa fare benissimo è sempre aggiornatissimo sulle ultime leggi fiscali sulle proposte fatte ma per uanto riguarda la sensibilità rispetto alle esigenze del cliente non ci siamo Per uesto gli ho affiancato Morlini che come capacità percettive e comunicative è il massimo Del resto Morlini di leggi ne sa poco e loro due devono lavorare sempre insieme uello che manca all’uno ha l’altro” La stessa figura dell’addetto alle pubbliche relazioni che sembra così nuova e così tipica della cultura aziendale può essere più che legittimamente confrontata con uella dell’Okyenhene tribale che è il capo delle pubbliche relazioni con le altre tribù e che parla in nome del capo supremo con gli stranieri I suoi assistenti secondo una tradizione tipicamente africana sono criminali graziati L’intero gruppo uando il grande capo viaggia lo accompagna decantando durante le processioni le sue gesta la sua grandezza d’animo la vastità della sua famiglia Un ulteriore compito dell’Okyenhene e della sua “claue” è di far sì che le riunioni del capo siano sempre freuentatissime e applaudite Naturalmente uesti non sono che alcuni esempi piuttosto emblematici di tipologie comportamentali che travalicano le frontiere del tempo e dello spazio Che la ritualità sia comunue una componente fondamentale dell’agire umano anche ualora si scontri palesemente con la razionalità e la logica è un dato di fatto ampiamente acuisito Si può estendere uesta serie di considerazioni a tutte le manifestazioni comportamentali che si osservano all’interno di comunità umane più o meno strutturate più o meno attive e produttive Laddove si è tentato di promuovere la funzionalità di certi processi comunicativi con l’eventuale introduzione di nuove tecnologie tese a rendere più efficiente la comune prassi si è assistito al verificarsi di tutta una serie di fenomeni tutt’altro che omogenei ad una effettiva razionalizzazione dei processi comunicativi portata per esempio dall’introduzione di sistemi di posta elettronica si sono affiancati fenomeni definibili nei termini di parallela derazionalizzazione uale l’uso di bigliettini fatti circolare nelle scrivanie scritti con parole comprensibili solo ai due interessati L’emittente del messaggio e il ricevente uasi al fine di ristabilire una privacy comunicativa che poteva risultare compromessa dall’uso esclusivo dei sistemi di posta elettronica Evidentemente una certa necessità di esclusività è definibile come un istinto dell’essere umano che già dai tempi antichi alternava al suo vagabondare in gruppo e al suo riunirsi collettivo momenti individuali di rifugio o di comunicazione con un gruppo più ristretto uale ad esempio uello costituito dal proprio nucleo familiare Del resto si è riscontrato attraverso un’allargata analisi che gli ambienti più graditi nelle sedi aziendali sono uelli con il soffitto vero e con le pareti e la porta anche se piccoli piuttosto che gli ambienti collettivi cosiddetti “mobili” continuamente modificabili dove lo spazio dell’uno è marcato da pareti divisorie sottili ed è comunue privo di un proprio soffitto La collettivizzazione dello spazio non implica un necessario e conseguente miglioramento delle relazioni comunicative come nella tribù unire sotto lo stesso tetto di paglia anche se più largo due gruppi familiari diversi non significa aumentarne l’accordo e la solidarietà Alcuni bisogni primari propri dell’essere umano persistono nelle loro caratteristiche fondamentali e coesistono anche se sono apparentemente contrastanti; fra uesti il senso dell’appartenenza ad un gruppo e la parallela rivendicazione di una propria autonomia e di un proprio spazio personale L’azienda “globale” Vivendo nell’era del villaggio globale l’azienda si rapporta a una realtà esterna in continuo mutamento Viviamo infatti in una realtà attraversata da ampie reti di comunicazione caratterizzata dalla facilità di trasporti dalla possibilità di contatti ma anche da profonde contraddizioni sia sociali che economiche L’azienda è chiamata a muoversi in uno spazio sempre fluttuante ad adattarsi a situazioni politiche diversificate ad acuisire un profilo credibile a rendersi interlocutore valido per poter sopravvivere in una molteplicità di tensioni e spinte contrastanti Il fenomeno più vistoso che ha profondamente modificato il modo di concepire la realtà aziendale è senz’altro costituito dall’inserimento massiccio delle nuove tecnologie dall’accelerazione e ridistribuzione dei tempi di lavoro e dalla mutata fisionomia dei ruoli professionali I nuovi media e le nuove tecnologie modificano infatti radicalmente l’ “euilibrio sensorio” esistente come dice Mc Luhan determinando l’affinamento di certe modalità cognitive a scapito di altre Se una società “orale” uale uella tribale è caratterizzata da tempi di vita simultanei e collettivi e da una percezione del tempo circolare una società che fonda i propri modi comunicativi sulla scrittura e sulla stampa favorisce piuttosto processi di introspezione razionalizzazione e astrazione e accentua senz’altro l’aspetto individualistico Si legge da soli non più in gruppo L’introduzione di nuovi mezzi comunicativi influenza profondamente la pratica di uelli precedentemente usati; come il telefono ha sostituito in molti casi l’invio postale di messaggi così la posta elettronica ha fatto diminuire l’uso del telefono “E’ molto più comodo afferma Rossi che il telefono non suilli in continuazione interrompendoti; basta sedersi al terminale e controllare se ci sono novità importanti Se poi devo mandare io un messaggio lo invio direttamente uando voglio non devo fare i conti con le momentanee assenze dall’ufficio degli altri con le linee occupate con le segretarie che “filtrano” Però devo ammettere che ualche volta una battuta al telefono il tono scherzoso di Pieri mi fanno più piacere di un messaggio sintetico Io a mia volta uando ne ho voglia riprende Rossi mando messaggi con l’ultima barzelletta sentita in giro” La razionalizzazione eccessiva dei canali di comunicazione può provocare un certo raffreddamento un calo di spontaneità che deve poi essere ricuperata in altri modi La necessità di un comportamento informale della battuta di spirito di frasi che non abbiano necessariamente valore informativo ma servano piuttosto a riscaldare l’ambiente e a rendere più fluida la conversazione fa sì che molto spesso canali tradizionali e modi consueti di comunicazione convivano con modi e canali più razionali e funzionali a ribadire un’esigenza primaria ineliminabile Una esclusiva pratica di modalità e canali comunicativi funzionali che non lasci spazio a forme diverse ha rivelato l’insorgere di vere e proprie nevrosi uali il senso di spaesamento di isolamento di perdita di contatto col proprio ruolo professionale e con gli altri Del resto l’importanza del contesto comunicativo e di situazioni precise nell’ambito delle uali trovare un proprio ruolo e una propria espressione individuale risulta fondamentale La separazione delle varie situazioni la diversità dei contesti crea la possibilità per l’individuo di avere comportamenti diversi e non omologati e di esprimere le proprie capacità sulla base di riscontri esterni Una situazione comunicativa concreta che ha luogo in uno spazio e in un tempo precisi di fronte ad interlocutori reali costituisce di per sé un sistema di informazioni come afferma Meyrowitz nel suo famoso libro “No Sense of Place” Del resto espressioni comuni del tipo “uello che dici è fuori contesto dovevi essere là per capire veramente” formulano impliciti giudizi di merito sull’importanza dell’esserci del prender parte attivamente a situazioni comunicative “uniche” e non replicabili artificialmente se non a scapito delle loro peculiari caratteristiche Ogni mediazione della comunicazione comporta per sua stessa natura un processo di semplificazione e pertanto di riduzione Le nuove tecnologie uindi non si limitano a favorire la possibilità di accesso ad eventi e dati ma modellano e creano nuovi eventi e comportamenti nuove situazioni comunicative diverse D’altro lato si rende concreta la possibilità del contatto con gruppi di interlocutori estremamente vasti e dislocati nelle sedi più diverse si rende possibile agire sincronicamente e simultaneamente coordinando molteplici attività che procedono in parallelo L’azienda “globale” è in grado attraverso reti comunicative di essere presente ovunue di creare gruppi fra loro omogenei sulla base della condivisione di informazioni e di accesso; uanto crea l’identità è la raggiungibilità dei dati non limitata alla compresenza fisica nella stessa sede I ruoli tradizionali dei componenti di una organizzazione aziendale si strutturano comunemente sulla base della affiliazione all’azienda medesima attraverso lo stabilirsi di una identità di gruppo mediante processi di transizione da un gruppo ad un altro ovvero di socializzazione e di riconoscimento di un’autorità ovvero gerarchizzazione L’impatto massiccio delle nuove tecnologie in ambito aziendale e la mutata configurazione della professionalità hanno provocato notevoli differenze anche nell’identificazione del ruolo dei singoli Se il processo di affiliazione è sempre avvenuto sulla base della prossimità fisica e territoriale ovvero della condivisione degli stessi spazi o di spazi limitrofi nell’azienda “globale” ovvero caratterizzata dall’uso pervasivo delle tecnologie l’appartenenza e l’identità sono affidate all’accesso a reti informative e al proprio ruolo attivo nell’ambito di gruppi informativi i cui appartenenti sono fisicamente collocati nelle postazioni più diverse e spesso remote L’interlocutore è sovente un personaggio non previamente conosciuto in una collocazione non visitata il suo ufficio la sua scrivania le pareti ornate da uadri che ne esprimono i gusti individuali Infine il controllo esercitato dai vertici non è più il controllo entro i propri confini geografici ma è controllo informativo e mediato dalle stesse tecnologie A fianco di uesto modello “razionalizzato” dell’agire comunicativo in ambiente aziendale che intende rapportarsi uantitativamente a fasce sempre più vaste di individui convive e resiste tenacemente un modello “tribale” Da un lato esistono spinte centrifughe che vedono il singolo protagonista di reti comunicative impalpabili che oltrepassano i limiti del tempo e dello spazio reali L’individuo interagisce contemporaneamente con altri individui di sedi lontane Tokyo New York e Roma in un rapporto di sintonia neppure minimamente prevedibile anche solo alcuni anni fa Dall’altro lato esistono contemporaneamente spinte centripete volte a riaffermare un’appartenenza più concreta e meno simbolica che si esprimono anche nell’istanza di una maggiore ualità di vita di una maggiore sensibilità al mondo esterno uasi per ribadire e rafforzare uei legami che forniscono all’individuo le proprie radici culturali Se anonimi tendono a divenire i rapporti comunicativi ufficiali scarne le interazioni e l’appagamento dell’individuo in una sfera di cristallo troppo rarefatta parallelamente emerge l’istanza di ritagliare più tempo per se stessi per una propria formazione personale che non necessariamente avvenga in azienda Possiamo concludere affermando che certe procedure vengono accelerate dai nuovi strumenti comunicativi disponibili; se i tempi ad esse dedicati vengono compressi emerge la tendenza a richiedere un proporzionale allargamento di spazi individuali di riappropriazione da vivere sia all’interno dell’azienda in forme non strutturate uali per esempio incontri informali attività culturali cene e momenti collettivi sia all’esterno in forme altrettanto diversificate uali spazi per tempo libero e attività di formazione Lo stile multimediale La complessità attuale del vivere uotidiano in generale e del vivere uotidiano in azienda in particolare richiede una corrispondente capacità di attivare molteplici modi di rapportarsi all’esterno da parte del singolo e diversificate modalità comunicative e interpretative Come si è potuto vedere più analiticamente nei capitoli precedenti esistono numerosi canali e codici che non sono affatto fra loro euivalenti e che richiedono capacità di analisi e scelta da parte di chi li utilizza Esistono inoltre diversificate modalità d’uso del linguaggio nonché diverse modalità verbali e non verbali fra loro ben distinte ben articolate e tutt’altro che analoghe A tale complessità di risorse comunicative deve trovare riscontro una euivalente complessità di atteggiamenti; le facoltà cognitive che l’individuo è chiamato ad attivare sono molteplici; in particolare nell’ambito dell’azienda l’individuo è chiamato ad essere protagonista e gestore primario di più mezzi contemporaneamente Le ualità più importanti richieste sono la capacità di operare scelte repentine ovvero la capacità decisionale e la flessibilità cioè la capacità di mettere in discussione continuamente le scelte operate ualora si rivelino insoddisfacenti o comunue suscettibili di un certo miglioramento E’ inoltre indispensabile la capacità di controllo su uanto avviene di come si evolvono le situazioni nel tempo in relazione alla molteplicità di eventi che ne modificano l’andamento previsto Se il Dott Rossi che prevedeva di poter lanciare un progetto di innovazione già ben articolato il mese prossimo si accorge che la “base” ovvero i suoi collaboratori non lo segue dovrà senz’altro modificare il suo piano iniziale in accordo e in rispondenza con uanto si sta verificando Capacità di controllo e flessibilità sono uindi strettamente collegate a più facoltà cognitive; tra ueste risulta fondamentale la percettività ovvero la sensibilità a captare uanto avviene nel contesto in cui si opera e a riaggiustare il tiro uando si riveli opportuno E’ inoltre importante la capacità di interpretare ovvero di analizzare certi eventi come sintomi di determinate cause Il Dott Rossi sa che uando Verdi è scontento ciò avviene perché non è riuscito a far passare la sua linea a fare accettare la sua proposta E’ indispensabile inoltre possedere una capacità di selezione e attenzione; in mezzo alla congerie di eventi uotidiani di messaggi più o meno utili di sollecitazioni più o meno rilevanti è importante saper mettere a fuoco uello che conta veramente Il Dott Rossi uando è in riunione non vuole essere disturbato per nessun motivo Sa che ualsiasi interruzione comprometterebbe la sua attenzione al problema trattato in uel preciso istante E’ inoltre fondamentale saper decidere e a tale proposito riutilizzare esperienze precedentemente avute che possano far venire alla luce particolari importanti Ricordo che due anni fa in analoghe circostanze ci siamo comportati in uesto modo spiega il Dott Rossi accompagnando la sua proposta Chi vive in azienda oggi deve saper gestire la complessità che il uotidiano propone continuamente conflitti tra più progetti che presentano diverse priorità conflitti tra individui per uestioni di carattere; deve essere in grado di fronteggiare la velocità la richiesta di tempismo per procedere alla realizzazione della scelta giusta al momento giusto perché l’occasione potrebbe non ripresentarsi più Il singolo deve essere in grado di adattarsi ad eventi imprevisti a circostanza non preventivate deve sapersi aggiornare nei confronti di nuovi metodi e stili di vita e di gestione delle risorse tecnologiche le tecnologie cambiano e soprattutto umane i modi di vita si modificano L’individuo è in fondo soggetto a continue spinte di destabilizzazione; uanto sembrava acuisito può risultare subito dopo non più adeguato ma da modificare oppure può accadere che una stessa scelta e uno stesso modo di agire continuino ad essere validi in un determinato contesto ma debbano invece essere modificati in un contesto diverso “La scelta operata dal marketing dell’area est continua ad essere valida proclama Rossi nell’area ovest si sta rivelando un vero fallimento e si deve subito modificarla” Indubbiamente la mobilità di uomini di idee e di progetti può provocare un senso di instabilità diffusa; ad una tradizionale identificazione col proprio ruolo in azienda che produce effetti che si esprimono con un senso di orgoglio per la propria affiliazione “Noi operiamo nel settore della Pubblica Amministrazione afferma Chili e siamo lieti di annunciare il lancio del nuovo progetto integrato” può subentrare la necessità di provare a se stessi la propria capacità di resistenza a superare i continui rivolgimenti e riassestamenti che l’azienda impone Sono persino stati offerti negli Stati Uniti corsi di formazione manageriale freuentati e costosi basati sulle prove di resistenza fisica volti a potenziare il coraggio l’assertività una certa aggressività senz’altro le tendenze agonistiche tese a riaffermare l’individualità del singolo pur nel fluttuare degli eventi A completare il nuovo uadro si affianca la nuova etica di una forte autodisciplina la valorizzazione della salute fisica e della stabilità emotiva come presupposti per un comportamento aziendale affidabile Chi è “in carriera” deve saper dimostrare ordine e metodo nella sua vita privata come ben sottolinea Furio Colombo nel suo lavoro “Carriera vale una vita” A uesta fusione di privato e pubblico a uesta necessità di controllo totale da parte dell’azienda nel vissuto dei propri membri trova spesso riscontro una spinta euivalente e contraria dei singoli ad una riappropriazione del proprio tempo ad una rivendicazione della propria autonomia che si esprime con la richiesta di posizioni “decentrate” ovvero di responsabilità limitata part time o ancora di più di consulenza esterna individui “free lance” che agiscono in più aziende con contratti a termine Del resto la figura del manager monolitico è ormai tramontata; uello attuale deve essere un manager continuamente mobile che deve fare i conti col decentramento delle competenze con la delega di determinate responsabilità agli specialisti col continuo confronto con la realtà esterna nel suo costante evolversi con le istanze di autonomia e responsabilizzazione espresse dai vari settori cui sovrintende Si sta facendo strada uindi una concezione di “managerialità diffusa” ovvero di relativa autonomia di scelta Ognuno in azienda è in ualche modo manager a livelli diversificati di responsabilità in primo luogo è comunue e in ogni caso manager di se stesso A tale riguardo sempre più rilevante è la professionalità l’accrescimento delle proprie competenze la ualità del proprio agire In bilico fra istanza di razionalità controllo e programmazione e istanze di previsione percettività e intuizione il manager risulta essere metà imprenditore metà “stregone” Sempre più evidente è il bisogno di creatività di ideazione di nuove strategie di alleanze finora impensate di progetti unici Sempre più si valorizza la “novità” come fattore di avanzamento e promozione E’ proprio in uesta direzione che emerge l’esigenza di creare nuove alleanze col mondo della cultura Per evitare che tale novità si esaurisca in sé e risulti un episodico fuoco d’artificio è necessaria un’acuisizione parallela di strumenti culturali espressivi e comunicativi da parte di tutti i componenti Se le aziende dialogano di più fra loro se l’azienda dialoga di più col mondo della cultura e con le strutture educative che del resto producono e formano i suoi futuri appartenenti istituzioni scolastiche professionali di vario livello e in primo luogo universitarie è necessario dotarsi di strumenti comunicativi non esclusivamente costituiti dalle nuove tecnologie di nuovi e più appropriati stili e modi di rapportarsi Si tratta di costruire e formare una cultura più vasta ove l’acuisizione di certe capacità di espressione di ascolto e di interpretazione risultino il presupposto primario e il supporto indispensabile Se è fondamentale uindi per ogni membro di un’azienda sapersi muovere con disinvoltura fra telefoni telefax e sistemi di posta elettronica è altrettanto importante che ognuno sappia gestire le proprie capacità interpretative sia analitiche che sintetiche per rapportarsi alla complessità del reale adattandosi alle diverse circostanze e ai diversificati interlocutori senza mai perdere la propria identità e affermandola piuttosto col creare nuovi accordi e possibili collaborazioni e progetti Solo in uesta rete mobile interna ed esterna all’azienda si esprime il nuovo stile “multimediale” definibile nei termini di un effettivo allargamento e potenziamento delle capacità del singolo in relazione alla società e all’ambiente culturale in cui vive In uesto processo di costruzione e sviluppo di una propria fisionomia da parte dell’individuo le nuove tecnologie costituiscono il supporto realizzativo rappresentano il mezzo e non il fine di un ben più generale processo di formazione “culturale”httpwwwameritaliaidusbvepiazz.The company savage: life in the corporate jungle

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The company savage: life in the corporate jungle MOBI
  • The company savage: life in the corporate jungle
  • Martin Page
  • 25 December 2015
  • 9780304290130

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